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26/03/2020

Festa dell'Annunciazione

MARIA, PARADIGMA DELLA CHIESA


Nella festa odierna, che ha una data fissa nel calendario liturgico, la Chiesa celebra il mistero dell'incarnazione di Gesù nel grembo verginale di Maria. Proprio così, con l'adesione della fanciulla di Nazareth al progetto divino, manifestato dall'Arcangelo Gabriele in persona, nel seno di Maria  - per opera dello Spirito santo - avviene il concepimento di Gesù. Infatti, la sua festa cade esattamente nove mesi prima della celeberrima data del 25 di dicembre, nascita del Figlio di Dio a Betlemme. Ma è interessante che nella bi-millenaria tradizione della Chiesa, questa festa è denominata "dell’Annunciazione". Ossia, l'accentuazione particolare che le è stata conferita evidenzia - fondamentalmente - il messaggio dell'angelo, il disegno e progetto di Dio, che come un dono meraviglioso e atteso da un intero popolo, plana dal cielo e raggiunge in un villaggio sperduto della Galilea, un giovane donna, preparata - fin dall'eternità - per questo destino unico e straordinario, da cui dipenderà la salvezza di ciascun uomo, di ogni luogo e tempo. Questa terminologia richiama palesemente lo stesso nome con cui noi chiamiamo il libro che ce lo annuncia: vangelo. Il termine – conosciuto comunemente ormai anche dai profani – non sempre è colto nel suo primitivo significato etimologico. Esso significa infatti: lieto annuncio, buona notizia, cioè quella notizia così attesa e sperata che la rende veramente la Notizia per eccellenza. Difatti, il vangelo non è altro che la cristallizzazione (la forma scritta) dell’annuncio kerigmatico della Chiesa primitiva. La Chiesa è stata costituita da Gesù Cristo per testimoniare agli uomini, fino ai confini della terra, questo avvenimento che chiamiamo il Mistero pasquale di Nostro Signore. Chi crede che Gesù Cristo è il Signore ha la vita eterna, chi crede veramente e tiene lo sguardo fisso su Gesù, può compiere nella sua carne la Pasqua, perché riceve una nuova vita , anzi passa dalla morte alla vita.

Maria rappresenta il modello del vero credente, Lei è la nuova Eva, la madre della fede. In questo senso è il paradigma di ogni fedele e discepolo di Cristo e immagine della stessa Chiesa. Maria accoglie – senza ma e senza se – l’invito di Dio, un disegno che si rivela da subito paradossale ed estremamente contrastante con la logica umana, culturale e religiosa del tempo. Maria percepisce immediatamente che questo progetto non è umanamente proponibile. Domanda infatti all’angelo come si sarebbe potuto realizzare, visto che non conosceva uomo. Ma dal momento in cui comprende, tramite le parole del messo divino, che sarà opera dello Spirito Santo, si fida totalmente e paragonandosi ad una serva (in realtà il termine usato dai vangeli è molto forte, indica proprio una schiava che obbedisce in tutto il suo padrone) rimette tutta se stessa alla volontà di Dio.

O Santissima Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, concedici la grazia di fidarci di Dio senza riserve, senza ragionamenti che calcolano e prevedono il futuro della nostra esistenza in termini puramente umani e avvolte anche meschini. Insegnaci ad amare tuo Figlio, come lo hai accolto e amato tu. Sostienici nel cammino della nostra vita, soprattutto nel momento della croce, che tu ben conosci perché sei stata ai piedi della croce del tuo figlio, affinché possiamo conseguire il premio e la corona della vittoria pasquale nell’eternità promessa e da te pienamente raggiunta. Te lo chiediamo in questo giorno solenne, in questo tempo santo e in mezzo alla tribolazione presente, ormai diffusa in molteplici nazioni del mondo. Amen.




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