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27/03/2020

Signore, insegnaci a pregare!

PICCOLA MEDITAZIONE SULLA PREGHIERA CRISTIANA

Signore, insegnaci a pregare!


In questo tempo, dominato dalla pandemia, dove tutto si è come paralizzato, generando il caos, il disorientamento, la paura del domani, di potersi ammalare e morire, e destabilizzando così la vita di milioni di persone,
si comincia ad avvertire – interiormente - con sempre maggiore impeto, un inatteso bisogno di qualcosa che ci dia speranza e sicurezza, garanzia di serenità e normalità.
Noi cristiani sappiamo che a Dio, nulla sfugge, Lui non dorme, non si assenta mai ma veglia su di noi. Egli conosce ogni cosa e sta permettendo che le acque, mosse dal vento tempestoso di questo virus sconosciuto, si agitino ed invadano il nostro piccolo e ormai globalizzato mondo, aspettando il tempo propizio. Così come quando, in piena tempesta, sul lago di Galilea, Gesù acquietò il vento e il mare, ma ancor di più il pauroso spavento dei discepoli, che pure lo avevano rimproverato di essersi assopito in poppa alla barca, noncurante della loro vita. Mi vengono in mente - con prepotenza - una serie di domande, che prima voglio rivolgere a me stesso: ma io, so con chi ho a che fare, chi sto seguendo veramente? Quel Dio che “ogni tanto” ricerco, spesso per necessità e paura, è forse un’idea rassicurante nella mia mente? Oppure un miraggio e un lontano ideale irraggiungibile?

Per entrare in profondità nella preghiera, che è fondamentalmente la relazione vitale, il rapporto effettivo che bisognerebbe avere con il Signore Gesù e attraverso di Lui con le Persone della Trinità, è necessaria la fede. Cioè imparare a conoscerlo per amarlo e cominciare a fidarsi, anziché giudicarlo o pretendere da Lui qualcosa. I discepoli, in più episodi, durante circa tre anni di permanenza con il Maestro, hanno costatato la loro poca fede e di conseguenza la sterilità della loro preghiera. Questa consapevolezza li porterà, un giorno, a domandare a Gesù: «Signore insegnaci a pregare..» (cf. Lc 11,1-4). Questo è il primo atteggiamento per cominciare a pregare, chiedere aiuto a Colui che ha fatto della sua vita una costante Preghiera. Gesù promanava, dall’intera sua persona, la preghiera, cioè quel peculiare rapporto che solamente egli aveva con il Padre suo. Sapeva, infatti, con chi parlava, era il Figlio che si rivolgeva al Padre buono, misericordioso, colui che perdona perfino il malvagio, che fa scendere la pioggia sui buoni e sui cattivi e rende splendente il sole su ogni uomo.

La preghiera va al di là delle formule, delle litanie, la preghiera sgorga da un cuore che si apre a questo rapporto semplice, schietto, sincero. Che comincia ad essere grato e si scioglie in canto di lode e affidamento a Dio. La preghiera vera poi, quando comincia a vivere e a prendere forma in noi, è simile al respiro che ci mantiene in vita. Per questo motivo, la tradizione della Chiesa l'associa all’atto del respirare che è continuo ed essenziale. L’apostolo Paolo, così inviterà i cristiani a non allontanarsi mai da questa pratica importante, ma a pregare incessantemente, senza stancarsi e annoiarsi nell'attesa di un riscontro, ma ad avere fiducia in Colui che è veritiero e ascolta la voce dei suoi figli.
Chiediamo dunque a Cristo che ci insegni a farlo! Cominciamo dalla preghiera che Lui ci ha insegnato. Preghiamola con fede, con calma, soffermandoci sulle parole che diciamo, attiviamo il nostro respiro che ricerca la vita nell’ossigeno, e ci ricorda che la vita la riceviamo, non viene da noi. Eleviamoci dunque con fede a quella fonte di Vita eterna che è il nostro Dio e nulla sarà impossibile. Diceva un grande santo, ricco di una fede semplice, che solo un essere è potente quanto Dio: l'uomo che prega!




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