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15/10/2020

15 ottobre: SANTA TERESA DI GESU', Vergine e Dottore della Chiesa, Compatrona del nostro Seminario

Compatrona, assieme a S. Francesco di Paola, del nostro Seminario
 

Ogni seminario "Redemptoris Mater", per volere degli Iniziatori del Cammino Neocatecumenale, ha uno o più Santi Patroni, i quali li assistono e proteggono con la loro particolare intercessione, così come fanno i fratelli maggiori nei confronti dei più piccoli e inesperti fratelli minori. La scelta del padrono è in qualche modo, lasciata a loro stessi. Nel senso che, attraverso la pratica del sorteggio di alcune reliquie, regalate negli anni, all'Equipe Responsabile Internazionale, si manifesta questo legame - che poi è frutto della comunione dei Santi - che unisce tutti i battezzati, in terra come in cielo, in quell'armonia tesa a realizzare il supremo e universale volere di Dio Padre.
Così, nella Convivenza internazionale del 2002, dei Seminari Redemptoris Mater di tutto il mondo, al termine della celebrazione eucaristica domenicale, furono sorteggiate le reliquie da assegnare ai tre seminari nati in quell'anno: il seminario della diocesi di Pinerolo, in provincia di Torino, il seminario di Helsinki, capitale della Finlandia ed infine, il primo seminario del sud Italia, nell'Arcidiocesi di Cosenza. Con stupore e gioia grande il Signore volle donarci, la reliquia di una grande santa, mistica, riformatrice dell'Ordine delle Carmelitane, fondatrice di nuovi monasteri e, in quanto spagnola, legata alla storia del meridione d'Italia, che in quei secoli viveva una speciale simbiosi con la Penisola Iberica.
Il Regno di Napoli poi, elesse come Patrono della "Casa Reale", un grande eremita e Santo taumaturgo calabrese: S. Francesco di Paola. Proprio a pochi chilometri di distanza dall'imponente Santuario, fondato dal Santo paolano, doveva poi sorgere il nostro seminario. In questa rete così ingarbugliata e spesso travagliata, col senno di poi, possiamo scorgere i divini disegni che sempre si intrecciano nelle trame delle vicende umane e non far altro che ringraziare di vero cuore il Signore, per i continui segni del suo amore provvidente.




Breve profilo di una grande Santa: TERESA DI GESU'
 

Figlia di secondo letto di un ebreo convertito, Santa Teresa d’Avila nasce il 28 marzo 1515. L’infanzia felice trascorsa insieme a fratelli e cugini la vede affascinata per i romanzi cavallereschi. Dopo la morte in battaglia del fratello maggiore Giovanni nel 1524 e la perdita della madre Beatrice, la giovane venne mandata a studiare presso il monastero delle agostiniane di Nostra Signora delle Grazie, dove  viene colpita da una prima crisi esistenziale. In seguito a grave malattia torna nella casa paterna, dove è testimone della partenza dell’amato fratello Rodrigo per le colonie spagnole d’oltreoceano. Nel 1536 viene colpita dalla cosiddetta “grande crisi” e matura la ferma decisione di entrare in monastero presso le carmelitane dell'Incarnazione di Avila. Ma il padre si oppone e Teresa fugge di casa. Accolta dalle monache, giunge alla professione il 3 novembre 1537.
La sua salute torna presto a compromettersi. Nonostante il conseguente ritorno in famiglia, il caso viene giudicato disperato e Teresa ricondotta in convento dove le suore iniziano a prepararle il funerale. Inspiegabilmente però, in pochi giorni la malata riprende vita. Parzialmente liberata dagli impegni della vita claustrale a causa della convalescenza, allegra di carattere, amante di musica, poesia, lettura e scrittura, intesserà una fitta rete di amicizie polarizzando attorno a sé varie persone desiderose di incontrarla. Presto però avvertirà questi incontri come motivi di distrazione dal compito principale della preghiera e vivrà la sua “seconda conversione”: “I miei occhi caddero sopra un’immagine... Raffigurava Nostro Signore coperto di piaghe. Appena la guardai mi sentii tutta commossa … Mi gettai ai suoi piedi tutta in lacrime, e lo supplicai a darmi forza per non offenderlo più.”
Le visioni e le estasi rappresentano il capitolo più misterioso e interessante della vita di Santa Teresa d’Avila.  Nella Autobiografia (redatta su ordine del vescovo) e in altri testi e lettere descrive i vari stadi delle manifestazioni divine, visive e uditive. È vista levitare, cadere in deliquio e restare come morta (così la raffigurerà Bernini intorno al 1650, nella statua di S. Maria della Vittoria a Roma). A queste manifestazioni corrisponde una grande crescita spirituale, che Teresa, naturalmente portata per la scrittura e la poesia, riverserà nei suoi testi mistici, tra i più chiari, potenti, poetici mai stati scritti.
Non compresa in questa sua intensa spiritualità, e considerata da alcuni suoi confessori perfino vittima di illusioni demoniache, viene sostenuta dal gesuita Francesco Borgia e dal frate francescano Pietro d'Alcántara, che dissiperanno i dubbi dei suoi accusatori.
Teresa intuisce di dover rifondare il Carmelo per rimediare a una certa disorganizzazione interna. Nel 1566 il Superiore generale dell’Ordine l’autorizza a fondare in Castiglia vari monasteri, compresi due conventi di Carmelitani Scalzi.  Sorgono così conventi a Medina, Malagon e Valladolid (1568); Toledo e Pastrana (1569); Salamanca (1570); Alba de Tormes (1571); Segovia, Beas e Siviglia (1574); Soria (1581); Burgos (1582)…
Decisivo, nel 1567, l’incontro fra Teresa e un giovane studente di Salamanca, appena ordinato sacerdote: con il nome di Giovanni della Croce, il giovane assumerà la veste degli Scalzi e accompagnerà la fondatrice nei suoi viaggi. Supereranno insieme varie dolorose vicende, fra cui divisioni dentro l’ordine e perfino accuse d’eresia.
Alla fine Teresa avrà la meglio con la nascita dell’ordine riformato dei Carmelitani e delle Carmelitane Scalze.
L’opera più celebre di Teresa è certamente Il castello interiore, itinerario dell'anima alla ricerca di Dio attraverso sette particolari passaggi di elevazione, affiancata dal Il Cammino di perfezione, e dalle Fondazioni, nonché da molte massime, poesie e preghiere.
Instancabile nonostante la salute cagionevole, Santa Teresa d’Avila muore ad Alba de Tormes nel 1582, durante uno dei suoi viaggi. (Da vaticannews/il santo del giorno)




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